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Chiusura di Nagoshi Studios: sfuma Gang of Dragon e si profila una crisi nel settore AAA

Nagoshi Studios, lo studio fondato da Toshiro Nagoshi e finanziato da NetEase, ha chiuso ufficialmente, interrompendo lo sviluppo del promettente action crime Gang of Dragon. La decisione è legata a ragioni economiche, con costi di completamento valutati troppo elevati rispetto agli investimenti già fatti. Questo episodio si inserisce in una crisi più ampia del settore AAA videoludico, dove i grandi publisher diventano sempre più cauti nel finanziare progetti rischiosi, con possibili conseguenze per la diversità e la creatività nel mercato dei videogiochi.

09 giugno 20263 min di letturaZergantis - YouTube

Chiusura di Nagoshi Studios: sfuma Gang of Dragon e si profila una crisi nel settore AAA

È ufficiale la chiusura di Nagoshi Studios, lo studio fondato da Toshiro Nagoshi, storico creatore della serie Yakuza. Il team, supportato dal colosso cinese NetEase, ha interrotto lo sviluppo di Gang of Dragon, presentato con grande attesa ai The Game Awards dello scorso dicembre.

La conferma della chiusura

Secondo Google Maps, la sede di Nagoshi Studios nel quartiere di Ebisu a Tokyo risulta chiusa definitivamente. Anche il sito web dello studio è da fine aprile offline, mentre il canale YouTube dedicato è stato cancellato senza alcun annuncio ufficiale da parte di Nagoshi o NetEase, suscitando dubbi e speculazioni tra i fan e nell’industria.

Chi è Toshiro Nagoshi e cosa rappresenta Gang of Dragon

Nagoshi, entrato in Sega negli anni ’80, è una figura centrale nel panorama videoludico giapponese moderno, noto soprattutto per la saga Yakuza, che ha ridefinito il modo di raccontare Tokyo e il quartiere di Kabukicho nei videogiochi. Dopo quasi 30 anni con Sega, nel 2021 ha fondato Nagoshi Studios, finanziato da NetEase, contendendosi il suo talento con Tencent.

Gang of Dragon era un action crime in terza persona con elementi ispirati ai combattimenti corpo a corpo e a una narrativa cinematografica, sul modello di Yakuza: Like a Dragon. Il protagonista del trailer mostrato ai The Game Awards era l’attore coreano-americano Madon Seoc (Don Lee), un volto noto di Hollywood, segnale di un ambizioso e innovativo progetto.

I motivi economici dietro la chiusura

Il 6 marzo 2026 Bloomberg ha riportato che NetEase ha informato lo studio dell’interruzione del finanziamento a partire da maggio 2026. La motivazione principale è un aumento dei costi: per completare il gioco servirebbero ulteriori 7 miliardi di yen (circa 44 milioni di euro), una somma che NetEase ha ritenuto sproporzionata rispetto agli investimenti già effettuati, nonostante la fase definita "advanced development".

NetEase, che dal 2020 ha acquisito numerosi studi per penetrare nel mercato dei tripla A, ha già chiuso nove di queste acquisizioni, rivedendo la sua strategia a seguito di perdite economiche significative, riflettendo un trend di ritiro dagli investimenti più rischiosi.

Un segnale preoccupante per l’industria

La chiusura di Nagoshi Studios si inserisce in un quadro più ampio di crisi nell’industria videoludica AAA, evidenziata anche dalla chiusura dello studio Bluepoint (remaker di Demon’s Souls), le difficoltà di aziende come Bungie e Embracer Group e la crescente riluttanza dei publisher a rischiare su progetti innovativi e costosi.

La saturazione del mercato e l’aumento dei prezzi dei giochi spingono a una selezione rigorosa, privilegiando titoli con garanzie di ritorni sicuri. Questa tendenza mette a rischio la nascita di nuove IP e la valorizzazione di visioni creative meno convenzionali, penalizzando la cultura videoludica.

Prospettive e attese future

Nonostante il clima cupo, l’industria guarda a eventi imminenti come il prossimo State of Play di Sony per misurare eventuali segni di ripresa o novità. Nel frattempo, resta alta l’attenzione su come le grandi aziende ristruttureranno i propri investimenti e su quali progetti potranno realmente vedere la luce.

La vicenda di Nagoshi Studios è un monito sul difficile equilibrio tra creatività, investimenti e sostenibilità economica nel mondo videoludico contemporaneo, un nodo cruciale per il futuro del settore.

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